30/06/2021

 

Barbara Passalacqua ha conosciuto nel 1985 Daniela Zanetta e ha condiviso con lei il cammino di fede all’interno del Movimento dei Focolari. Barbara, che oggi vive a Trento proprio nella città dove nacque Chiara Lubich, nella sua testimonianza ha rivelato: “Quando l’ho incontrata per la prima volta, ricordo la difficolta di abbracciare e baciare il suo volto piagato, ma era tale la bellezza interiore che traspariva e la carica di amore che sprigionava dai suoi occhi e dai suoi gesti da annullare qualsiasi impaccio fisico”. Barbara e Daniela facevano parte dello stesso gruppo Gen, il gruppo giovanile del Movimento dei Focolari: “Ho potuto vivere con lei intensamente gli ultimi 6 mesi della sua vita”. Dalle sue parole emerge che quello costruito con Daniela era un rapporto franco e immediato. “Daniela – testimonia Barbara – esprimeva la certezza di essere toccata e amata da Dio in modo personale: una certezza quotidianamente messa alla prova. Il suo, diceva, era un vivere da privilegiata”. Secondo Barbara, ciò era frutto di una visione soprannaturale e dell’essere in contatto con Dio e in un rapporto di intima e stabile comunione con Lui. Guardando all’ultimo periodo dell’esistenza terrena di Daniela Barbara rivela: “Mi sembra di poter dire di essere stata testimone non solo della sua piena realizzazione come giovane, come cristiana, come Gen, ma anche del comporsi di una realtà di giovani che, per l’amore reciproco, sperimentavano la realtà di Gesù in mezzo a loro”.

 

11/06/2021

 

Anna Soldi Basso, insegnante di italiano di Daniela durante i tre anni della scuola media. “La presenza di quella scolara così speciale ha saputo creare un legame molto forte che ci ha aiutate a riflettere, a maturare, a migliorarci. Le mie alunne in prima avevano solo undici anni, ma avevano già capito che quella loro compagna tra tutte era la più forte, perché nel rispetto dell’amore, possedeva le straordinarie qualità di saper affrontare le sue crudeli difficoltà con il sorriso e di saper accogliere tutti gli altri con generosità”.

 

07/06/2021

Maria Rosa Mascellani ha conosciuto Daniela nell’ambito del Movimento dei Focolari. Era una Gen, il gruppo giovanile del Movimento dei Focolari, a cui avevano aderito anche Daniela e la sua famiglia. Maria Rosa un pomeriggio ha incontrato Daniela a Maggiora, nella sua casa. Quell’incontro, a cui sono seguite telefonate e altri momenti di contatto, è rimasto fortemente impresso in Maria Rosa. Ecco un passaggio del suo ricordo: “Ci ha raccontato della sua vita e delle sue esperienze con un bellissimo sorriso che ci ha colpito tutte”. 

 
04/06/2021
 
Suor Maria Angelica Bacca, rosminiana, è stata insegnante di filosofia e scienze umane di Daniela, quando frequentava le superiori. Suor Angelica dice: “Mi sono sempre chiesta come facesse ad avere un rendimento scolastico buono, pur sapendo che tante ore venivano sottratte allo studio per lunghe e dolorose medicazioni su tutto il corpo. Nel cuore mi è rimasto questo di Daniela: la forza, la dignità con chi ha vissuto la sua malattia, motivate dalla sua fede profonda, dal suo affidarsi,
abbandonarsi a Lui offrendoGli tutto”.
quando frequentava le superiori. Suor Angelica dice: “Mi sono sempre chiesta come facesse ad
avere un rendimento scolastico buono, pur sapendo che tante ore venivano sottratte allo studio per
lunghe e dolorose medicazioni su tutto il corpo. Nel cuore mi è rimasto questo di Daniela: la forza,
la dignità con chi ha vissuto la sua malattia, motivate dalla sua fede profonda, dal suo affidarsi,
abbandonarsi a Lui offrendoGli tutto”.
31/05/2021
 
Facciamo ancora qualche passo del nostro cammino al fianco di Daniela Zanetta. Ascoltiamo ancora alcune delle sue testimonianze che abbiamo voluto raccogliere
nell’occasione del 35° anniversario della sua partenza per il Cielo. Daniela Fraccaro ha fatto parte del gruppo delle Gen, le giovani del Movimento dei Focolari. Ha
condiviso con lei momenti davvero speciali, tra cui una vacanza in Val Badia, in cui l’ha assistita nella medicazione quotidiana. Ricorda: “Era un’operazione lunga, delicata e dolorosa per lei, perché molto spesso le garze messe il giorno prima erano appiccicate alle ferite e bisognava, con molta pazienza e delicatezza staccarle per poi disinfettare e mettere la pomata antibiotica. Questa operazione richiedeva minimo un’ora ogni giorno e Daniela non si lamentava mai. Mai come in quella situazione ho potuto sperimentare il suo coraggio e la sua voglia di vivere, nonostante tutte le limitazioni e le sofferenze che la malattia le imponeva”.
 
 

Ho conosciuto Daniela Zanetta intorno a fine anni ’70, quando entrambe facevamo parte del Movimento dei Focolari. Ho avuto il privilegio di trascorrere un paio di settimane sola con lei quando i suoi genitori un’estate mi hanno chiesto di dare loro il cambio in montagna, in Val Badia, dove Daniela riusciva ad avere un pò di sollievo con la sua malattia. Daniela non poteva essere lasciata da sola in quanto necessitava assistenza per la medicazione quotidiana delle piaghe che aveva su tutto il cosrpo a causa della sua malattia. Era un’operazione lunga, delicata e dolorosa per lei, perchè molto spesso le garze messe il giorno prima erano appiccicate alle ferite e bisognava, con molta pazienza e delicatezza staccarle per poi disinfettare e mettere la pomata antibiotica. Questa operazione richiedeva minimo un’ora ogni giorno e Daniela non si lamentava mai. Mai come in quella situazione ho potuto sperimentare il suo coraggio e la sua voglia di vivere, nonostante tutte le limitazioni e le sofferenze che la malattia le imponeva. Daniela, a causa della sua malattia, aveva gli arti atrofizzati e non riusciva a camminare a lungo. La situazione peggiorava nei periodi nei quali aveva molte ferite ai piedi. In quella vacanza in Val Badia siamo riuscite a fare qualche piccola escursione grazie alla sedie a rotelle. Daniela era molto autonoma e non era per niente facile per lei accettare di non essere in grado di muoversi autonomamente, ma l’aveva accettato con il sorriso. A distanza di più di 40 anni, ricordo quella vacanza come un grande dono per me! A Daniela piacevano moltissimo i bambini e avrebbe voluto costruire una sua famiglia, ma era consapevole che sarebbe stato difficilmente realizzabile e l’aveva accettato con grande serenità. Anche nei momenti di sconforto e dolore fisico non si abbatteva mai e riusciva sempre a rialzarsi con più grinta di prima! Daniela aveva sempre bisogno di qualcuno che l’assistesse nell’operazione giornaliera della medicazione e, per questo motivo, non poteva viaggiare da sola. Ho avuto la gioia di poterla accompagnare ad un incontro GEN a Rocca di Papa. Era la prima volta che Daniela si allontanava da casa così lontano da sola! Era strafelice!! Daniela affrontava ogni giorno con gioia e stupore e questo è sempre stato per me un grande esempio! Con lei avevo la percezione che tutto fosse possibile!

 

 

 

28/05/2021
 
Vogliamo ora condividere con voi la testimonianza di don Dino Bottino della diocesi di Novara, il sacerdote che è stato tanto vicino alla famiglia Zanetta e che ha seguito la fase diocesana del processo di beatificazione: “Ho conosciuto Daniela – racconta don Dino - innanzitutto nel contesto della sua famiglia che ho avuto modo di incontrare come aderente io stesso del Movimento dei Focolari. Personalmente mi sono incontrato con lei in veste di responsabile della catechesi e
della formazione dei catechisti parrocchiali in diocesi. I miei contatti personali con Daniela sono stati diversi nel tempo e sono sempre stato molto colpito dalla sua vivacità, dal suo coraggio, dalla sua dedizione come catechista, come animatrice dell’oratorio. Daniela era per così dire tutta proiettata, aperta verso gli altri, nel servizio, nel dono di sé. Seguiva personalmente i ragazzi anche dopo gli incontri del catechismo; aveva un po’ l’istinto e il dono della guida spirituale”.

24/05/2021

La grande apertura al mondo, alle necessità altrui, il cuore spalancato verso l’altro, un’estrema sensibilità che le consentiva di entrare subito in profondità con chiunque l’avvicinasse: sono tutti tratti peculiari dell’anima di Daniela Zanetta. Il suo, però, era un amore concreto, tangibile, che si manifestava con l’attenzione a chi era nella necessità, in particolare per chi non aveva o non aveva avuto il dono dell’amore di una famiglia. Adele Baruffaldi all’età di 14 anni ha perduto il padre; dopo quel lutto è stata ospite per qualche tempo della famiglia Zanetta: “Insieme a Daniela e ai suoi familiari ho vissuto gli anni più belli della mia vita. Daniela è stata come una sorella per me e mi ha sempre fatto sentire una parte della sua vita. Ho vissuto alcuni anni con lei condividendo tutte le gioie e le vicissitudini delle giornate: ho imparato molto con Daniela. Lei dava l’esempio della fede in Dio, nella Sua bontà e nella Sua giustizia: lei poneva sempre i beni spirituali al di sopra dei beni temporali”.

21/05/2021
 
Liliana Bosina, per tutti Lilli, ha incontrato Daniela negli anni Settanta, dopo che la famiglia era entrata in contatto con il Movimento dei Focolari e aveva espresso il desiderio di approfondirne la spiritualità. “Pur in un corpo tutto piagato ricoperto di fasce – ricorda Lilli – quasi impossibilitato del tutto al movimento, esprimeva una grande voglia di vivere di amare Dio ed i fratelli. Daniela iniziò poi a frequentare gli incontri dei giovani del Movimento dei Focolari, le Gen e i Gen”.
iniziò poi a frequentare gli incontri dei giovani del Movimento dei Focolari, le Gen e i Gen”.Liliana Bosina, per tutti Lilli, ha incontrato Daniela negli anni Settanta, dopo che la famiglia era
entrata in contatto con il Movimento dei Focolari e aveva espresso il desiderio di approfondirne la
spiritualità. “Pur in un corpo tutto piagato ricoperto di fasce – ricorda Lilli – quasi impossibilitato
del tutto al movimento, esprimeva una grande voglia di vivere di amare Dio ed i fratelli. Daniela
iniziò poi a frequentare gli incontri dei giovani del Movimento dei Focolari, le Gen e i Gen”.
17/05/2021
Daniela aveva tanti amici, non si risparmiava nel donarsi agli altri; si impegnava nell’oratorio così come nel Movimento dei Focolari. Ad esempio, lo testimoniano i ricordi di Fulvia Minazzoli, che faceva parte del gruppo giovanile parrocchiale di Maggiora.
Fulvia, nell’audio a cui ha affidato i suoi ricordi, dice: “Ci riunivano settimanalmente per un momento di preghiera ma anche per stare insieme. Ricordo che lei era la prima e quasi l’unica a portare un contributo di riflessione, sempre sorridente, assennata, pacata”.

Testimonianza Fulvia Minazzoli.mp3 (3,1 MB)

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

10/05/2021

 

Eccoci ad una nuova tappa nel nostro cammino con Daniela Zanetta, aiutati dalle parole e dai ricordi di chi l’ha conosciuta. Sono voci e punti di vista diversi, che vanno componendo un’immagine sempre più nitida e sempre più interessante della giovane dichiarata “venerabile” da Papa Francesco.

 

Don Piero Villa, che allora era parroco di Maggiora, mostra il piccolo crocifisso che era sulla scrivania di Daniela, quella scrivania che si trasformava in altare per la celebrazione eucaristica e per l’adorazione settimanale: uno dei momenti più attesi dalla giovane di Maggiora. Don Piero ricorda: “Ho vissuto accanto a lei gli ultimi anni della sua esistenza terrena come parroco. Ha vissuto intensamente tutta la sua vita come persona e come cristiana, ma anche la sua appartenenza alla Chiesa”.

Anna Soldi Basso,Eccoci ad una nuova tappa nel nostro cammino con Daniela Zanetta, aiutati dalle parole e dai
ricordi di chi l’ha conosciuta. Sono voci e punti di vista diversi, che vanno componendo
un’immagine sempre più nitida e sempre più interessante della giovane dichiarata “venerabile” da
Papa Francesco.
Don Piero Villa, che allora era parroco di Maggiora, mostra il piccolo crocifisso che era sulla
scrivania di Daniela, quella scrivania che si trasformava in altare per la celebrazione eucaristica e
per l’adorazione settimanale: uno dei momenti più attesi dalla giovane di Maggiora. Don Piero
ricorda: “Ho vissuto accanto a lei gli ultimi anni della sua esistenza terrena come parroco. Ha
vissuto intensamente tutta la sua vita come persona e come cristiana, ma anche la sua appartenenza
alla Chiesa”.
Anna Soldi Basso,Eccoci ad una nuova tappa nel nostro cammino con Daniela Zanetta, aiutati dalle parole e dai
ricordi di chi l’ha conosciuta. Sono voci e punti di vista diversi, che vanno componendo
un’immagine sempre più nitida e sempre più interessante della giovane dichiarata “venerabile” da
Papa Francesco.
Don Piero Villa, che allora era parroco di Maggiora, mostra il piccolo crocifisso che era sulla
scrivania di Daniela, quella scrivania che si trasformava in altare per la celebrazione eucaristica e
per l’adorazione settimanale: uno dei momenti più attesi dalla giovane di Maggiora. Don Piero
ricorda: “Ho vissuto accanto a lei gli ultimi anni della sua esistenza terrena come parroco. Ha
vissuto intensamente tutta la sua vita come persona e come cristiana, ma anche la sua appartenenza
alla Chiesa”.
Anna Soldi Basso,Eccoci ad una nuova tappa nel nostro cammino con Daniela Zanetta, aiutati dalle parole e dai
ricordi di chi l’ha conosciuta. Sono voci e punti di vista diversi, che vanno componendo
un’immagine sempre più nitida e sempre più interessante della giovane dichiarata “venerabile” da
Papa Francesco.
Don Piero Villa, che allora era parroco di Maggiora, mostra il piccolo crocifisso che era sulla
scrivania di Daniela, quella scrivania che si trasformava in altare per la celebrazione eucaristica e
per l’adorazione settimanale: uno dei momenti più attesi dalla giovane di Maggiora. Don Piero
ricorda: “Ho vissuto accanto a lei gli ultimi anni della sua esistenza terrena come parroco. Ha
vissuto intensamente tutta la sua vita come persona e come cristiana, ma anche la sua appartenenza
alla Chiesa”.
Anna Soldi Basso,vv

07/05/2021

 

Enrica Zanetta è stata la catechista di Daniela e ora è una suora consacrata. Qui di seguito la sua testimonianza scritta. Dai suoi ricordi emerge il ritratto di una bambina che si sentiva a suo agio, nonostante l’evidente diversità fisica, e che, crescendo, è divenuta sempre più consapevole del senso della sua “Croce”: "Per me Daniela era l’espressione di una vita non facile ma donata totalmente nella fedeltà e nella gioia a Gesù”.

 

Mi chiamo Enrica Zanetta, abitavo a S.Stefano di Borgomanero, lo stesso paese in cui è vissuta i primi dodici anni Daniela. In parrocchia ero catechista, seguivo un gruppo di bambini, ma dall'elenco che mi era stato consegnato mancava sempre una bimba, Daniela, appunto. 

Sono andata a cercarla in casa sua e ho capito il perchè delle sue assenze. Dopo che ho conosciuto lei e la sua famiglia (anche la nonna materna Margherita era quasi sempre presente) non ho più smesso di frequentarla. 

Daniela: un bel tipetto, vivace, pieno di voglia di vivere e di scherzare nonostante un fisico pieno di bolle e di garze. Io, catechista, mi sono fatta catechizzare... 

Spesso Lucia e Carlo mi invitavano a cena con loro e dopo cena c'era il rito della medicazione cui Daniela si sottoponeva docilmente per quelle tante, troppe piaghe... oggi qui, domani là... Sono stati momenti di grande condivisione: Daniela non si vergognava, reagiva con tanta pazienza ma anche con lamenti quando l'Aureomicina si era seccata insieme alla garza! La mamma, con mitezza e notevole pazienza e delicatezza la irrorava di pomata tutte le sere e con sorpresa e gioia entrambe verificavano la guarigione di qualche bolla, ma anche l'apertura di qualche altra... anche sul viso, purtroppo. 

Bellissima la trovata della parrucca! le donava moltissimo. 

Daniela in uno scritto parla della felicità nel giorno della prima comunione: effettivamente era attratta dall'essenziale. In parrocchia c'erano state delle riunioni per definire in ogni particolare quella giornata, e le mamme avevano deciso che avrebbero vestito le bambine con un abito semplice, bianco e corto così da utilizzarlo anche nelle altre domeniche, senza prendere in considerazione il problema di Daniela... Mamma Lucia fece indossare a Dany un bell'abito bianco lungo per coprire quelle gambette tutte piagate, e così Daniela finì in prima fila, anche perchè era la più piccola, senza porsi il problema dell'abito diverso con le coetanee. 

Daniela si sentiva normale, crescendo si sentiva a suo agio pur nella diversità fisica così evidente. Una sera d'estate la incontrai durante la festa paesana di S.Bernardo, erano stati organizzati dei giochi anche per piccoli. Ho visto tanti bambini che la guardavano, la osservavano, poi sottovoce chiedevano alle mamme perchè quella bambina era così... e lei: un sorriso, un saluto cordiale e anche una risposta tranquilla sulla sua malattia. Non si lasciava ferire dagli sguardi diffidenti. 

Per me intanto stavano maturando i tempi per una decisione fondamentale per la mia vita. Andando con don Gino a trovare Daniela nella bella casa nuova di Maggiora, volevo comunicarle la decisione presa di seguire Cristo in una comunità monastica nuova, nonostante il parere contrario di familiari e amici: L'incoraggiamento di don Gino e l'incontro con Daniela furono una buona spinta. 

Dopo il suo trasferimento a Maggiora e la mia scelta di vita in una comunità nel Monferrato, gli incontri con Daniela si diradarono parecchio. Ma tutte le volte che mi veniva concesso di tornare a salutare i miei, una capatina a Maggiora era d'ordinanza, mi bastava vedere Daniela serena, fedele e "cocciuta" nella sua sequela di Cristo Crocifisso, per tornare ai miei problemi comunitari rinfrancata e confermata nel mio desiderio di "dare tutto". Per me Daniela era l'espressione di una vita non facile ma donata totalmente nella fedeltà e nella gioia a Gesù. Tante volte ho riflettuto sulla malattia di lei, la sua Croce: Daniela non poteva staccarsi da quella croce, non poteva abbandonarla, non poteva dire "BASTA", adesso me ne vado. E per anni questo è stato cibo per me. 

Oggi la immagino mentre salta, corre e fa le capriole in Paradiso in compagnia di suo papà Carlo.

 
Enrica Zanetti è stata la catechista di Daniela e ora è una suora consacrata. Qui di seguito la sua
testimonianza scritta. Dai suoi ricordi emerge il ritratto di una bambina che si sentiva a suo agio,
nonostante l’evidente diversità fisica, e che, crescendo, è divenuta sempre più consapevole del
senso della sua “Croce”: “Per me Daniela era l’espressione di una vita non facile ma donata
totalmente nella fedeltà e nella gioia a Gesù”.

03/05/2021

Proseguiamo nel nostro cammino con Daniela Zanetta.
Ad aiutarci a conoscerla sempre di più e sempre meglio, sono le persone che l'hanno accompagnata nella sua giovane vita. 
Le loro parole, i loro ricordi sono per tutti noi un dono molto prezioso: ciascuna delle testimonianze, che via via posteremo sulla pagina Facebook o caricheremo sul sito, ci svelano un aspetto, una peculiarità dell’intensa vita relazionale e spirituale di Daniela e facilmente riusciamo a comprendere perché la Chiesa ne ha riconosciuto le virtù eroiche. 
Ad esempio, attraverso le parole di Maria Emilia Borgna, medico di base della famiglia Zanetta per molti anni, chiunque viva una situazione di malattia o di dolore fisico, potrà trovare in Daniela il modello cui ispirarsi per dire un “Sì” pieno e gioioso anche nella prova. 
La dottoressa Borgna dice: “Daniela era una malata speciale e non solo perché affetta da una malattia rara, per la quale non vi erano cure adeguate. Man mano che cresceva, viveva la sua malattia con una serenità e una naturalezza la sua malattia che era straordinaria. E straordinari erano anche i suoi genitori che non hanno mai pensato di nasconderla o di non vivere apertamente con lei, con grande amore e grande serenità”. 

 

Proseguiamo nel nostro cammino con Daniela Zanetta.
Ad aiutarci a conoscerla sempre di più e sempre meglio, sono le persone che l'hanno accompagnata
nella sua giovane vita.
Le loro parole, i loro ricordi sono per tutti noi un dono molto prezioso: ciascuna delle
testimonianze, che via via posteremo sulla pagina Facebook o caricheremo sul sito, ci svelano un
aspetto, una peculiarità dell’intensa vita relazionale e spirituale di Daniela e facilmente riusciamo a
comprendere perché la Chiesa ne ha riconosciuto le virtù eroiche.
Ad esempio, attraverso le parole di Maria Emilia Borgna, medico di base della famiglia Zanetta per
molti anni, chiunque viva una situazione di malattia o di dolore fisico, potrà trovare in Daniela il
modello cui ispirarsi per dire un “Sì” pieno e gioioso anche nella prova.
La dottoressa Borgna dice: “Daniela era una malata speciale e non solo perché affetta da una
malattia rara, per la quale non vi erano cure adeguate. Man mano che cresceva, viveva la sua
malattia con una serenità e una naturalezza la sua malattia che era straordinaria. E straordinari erano
anche i suoi genitori che non hanno mai pensato di nasconderla o di non vivere apertamente con lei,
con grande amore e grande serenità”.

30/04/2021

Ora ascoltiamo la testimonianza di Elisa Zuin del Movimento dei Focolari: è stata una Gen insieme a Daniela e ha condiviso con lei tanti momenti davvero intensi.

26/04/2021

Oggi pubblichiamo la testimonianza di don Gino Bolchini.

 

24/04/2021

 

In tanti hanno conosciuto Daniela Zanetta, le sue virtù eroiche e la forza del suo messaggio, dai suoi scritti e dalle interviste che ha rilasciato: la “voce” della giovane di Maggiora, dichiarata “venerabile” dalla Congregazione delle cause dei Santi, è arrivata in ogni luogo in Italia e in tante altre nazioni.
 
In occasione del 35° anniversario della sua partenza per il Cielo, il 14 aprile scorso, tante persone, anche da altri continenti, si sono collegate per un momento di preghiera su You Tube: un’occasione di condivisione che il Comitato per la Beatificazione e Canonizzazione di Daniela Zanetta intende rinnovare attraverso i social media.
 
A partire da lunedì 26 aprile, sia sul sito www.danielazanetta.org che sulla pagina www.facebook.com/danielazanetta2.0/, saranno pubblicate testimonianze video, audio e scritti di persone che hanno conosciuto e amato Daniela, che l'hanno accompagnata nel suo breve tratto di vita. Sono amici, compagni di scuola o di oratorio, Gen, i giovani del Movimento dei Focolari, insegnanti, medici e sacerdoti che l'hanno sostenuta spiritualmente nel suo Santo Viaggio.
 
Dai loro ricordi e dalle loro parole emerge un ritratto vivido di una giovane dal carattere deciso, dalla fede incrollabile, di estrema generosità, costantemente aperta agli altri nel dono di sé e dimentica dei limiti della sua malattia.
 
Sono testimonianze preziosissime che sapranno parlare al cuore di ciascuno, così come Daniela era capace di fare con chiunque incontrasse. In un periodo molto particolare, come quello che stiamo vivendo, per molti all’insegna della sofferenza e della solitudine, siamo certi che faranno del bene.
 
Proprio per la loro ricchezza e per i tanti spunti di riflessione che offrono, saranno pubblicate sui social con cadenza settimanale, come gocce di una linfa che dona vita: con il nuovo libro illustrato “Inno alla vita” (edito da Velar e ordinabile al costo di 7 euro scrivendo a infodanielazanetta@gmail.com) rappresentano il modo migliore per continuare a vivere “insieme” il 35° anniversario della nascita in Cielo di Daniela.
 
Cominciamo con la testimonianza di don Gino Bolchini, che è stato insegnante di religione di Daniela e poi ne è divenuto il suo padre spirituale: don Gino ci rivela tanto dell’anima di Daniela e del suo amore per Gesù.
Poi potremo ascoltare la testimonianza di Elisa Zuin del Movimento dei Focolari: era una Gen, insieme a Daniela e ha condiviso con lei tanti momenti davvero intensi.
 
 
Così possiamo davvero camminare insieme a Daniela.
 
 
 
 
 
 

17/04/2021

 

Oggi ascoltiamo don Alessandro Cosotti, che ci racconta com'è stata la sua esperienza con Daniela nella preparazione delle tavole per il libro "Inno alla vita. In cammino con Daniela".

Per info e prenotazioni del libro: infodanielazanetta@gmail.com

 

16/04/2021

 

Nel giorno in cui abbiamo ricordato i 35 anni dalla partenza per il Cielo di Daniela Zanetta, il quotidiano “La Stampa” ha voluto raccogliere la testimonianza diretta di Lucia, madre della giovane di Maggiora dichiarata venerabile. Dall’intervista del 14 aprile è stato ricavato un bellissimo video, che mostra anche la cameretta di Daniela, le pagine del suo diario, le foto di lei bambina. Ad accompagnare le immagini, il messaggio forte trasmesso dalle parole di Lucia: “Ragazzi, affrontate le difficoltà della vita con la forza di Daniela”.

Ringraziamo la redazione novarese de “La Stampa” per il risalto dato all’anniversario e per aver voluto dare voce direttamente alla mamma di Daniela e vi invitiamo a vedere il video sul sito web o sulla pagina FB de “La Stampa” Novara (dove i like sono sempre graditi!):

 

https://video.lastampa.it/novara/ragazzi-affrontate-le-difficolta-della-vita-con-la-forza-di-daniela/136815/137073

https://www.facebook.com/lastampa.novara/

 

14/04/2021

13/04/2021

“Inno alla vita. In cammino con Daniela Zanetta” 

 

Un libro illustrato, a colori, con disegni originali di don Alessandro Cosotti (coadiutore della  parrocchia di Trecate -NO ) e testi semplici e immediati. 

 

È un libro pensato per bambini e ragazzi, ma adatto a tutti. 

 

Ha un costo di 7€ e si può ordinare scrivendo alla mail infodanielazanetta@gmail.com

 
 
 
 
 

10/04/2021

Questo importante anniversario sarà ricordato con un momento di riflessione,  preghiera e condivisione. Sei invitato a partecipare, questo il link per accedere: 

https://youtube.com/channel/UCONXcInsJ7gsmKfxl0q6QLg

 

 

 

 

 

23 marzo 2021

Venerdi 26 marzo alle ore 21 verrà proposta la Via Crucis con le meditazioni di Daniela sul canale YouTube di Don Nicola Salsa, ecco il link:

www.youtube.com/watch?v=WVlfiIA9djA&authuser=0

 

 

7 febbraio 2021

 

7 febbraio, si celebra la 43° edizione della Giornata per la Vita. In tutte le Chiese d’Italia, verrà diffuso il messaggio della Conferenza Episcopale Italiana sul tema «Libertà e vita». 

Noi vogliamo rilanciare quello che Daniela Zanetta ha affidato ad una lettera pubblicata nel novembre del 1984 sulla rivista “Famiglia Cristiana”.

Le sue parole, scritte in risposta ad un convegno di medici a favore dell'eutanasia, risuonano forti e potenti oggi più che mai.

Con esse Daniela afferma il valore sacro della vita, da difendere a tutti i costi, anche quando, come lei dice, si è segnati dalla malattia.

 
 

“Vorrei urlare a tutti che la vita di ogni creatura è sacra e bella. Sono una ragazza di 22 anni nata handicappata. Una malattia della pelle che mi procura piaghe su tutto il corpo, ho perso i capelli, le unghie di mani e piedi, le mie dita sono chiuse a pugno, ho dovuto farmi estrarre tutti i denti e da sei mesi mi sottopongo quattro volte al giorno a dialisi peritoneale. Dopo questa descrizione posso apparire un mostro ma non lo sono, almeno io non mi sento tale. Non è semplice trascorrere 22 anni sulla croce, ma credo in Dio, lo amo intensamente e lo ringrazio per avermi donato la vita perché ogni giorno che mi regala è un’occasione in più che ho per amarlo e servirlo. Ho voluto far conoscere la mia esperienza perché quei “luminari” che sostengono l’eutanasia capiscano che non hanno alcun diritto sulla vita altrui. Ogni vita, anche se segnata dal dolore è un dono divino”.

 
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25 dicembre 2020

 

Il Natale è un dramma: è infatti l’inizio della passione

 

Candida neve che scendi dal cielo

ricopri la terra di un bianco velo,

celi allo sguardo la zolla oscura

celi a Dio il peccato che fa paura

perché permetta,

ancora una volta,

che Suo Figlio ritorni piccino

ritorni il Bambino

nato a Natale

per innalzare il bene contro il male!

 

Giaci sereno nella Tua culla

Sorridi al mondo che non sa nulla

Non conosce il Tuo itinerario

Non sa che la Tua via si chiama Calvario!

 

I magi han portato per Te

Doni degni di un Re

Ma Tu invece degli ori

Recherai i segni dei chiodi,

sarai osannato

e poi di spine incoronato,

flagellato verrai

sul volto gli sputi riceverai,

la Tua carne saggerà la frusta

proverai tutta la condanna ingiusta!

 

Eppure, dal Tuo dolore

Sorgerà sempre tanto amore

Perché ogni uomo abbia in cuore

La vita che non muore!

 

Sulla Croce inchiodato

Il Tuo cuore hai dilatato

Perché il mondo veda

Perché ogni uomo creda

Che Tu sei il Signore

Il Dio dell’amore,

il Dio che perdona

chi a Lui si dona!

 

Tutto è compiuto

Il miracolo è avvenuto

Tu hai creduto

E il male ha ceduto!

 

Il Tuo corpo abbandonato

Ora s’è addormentato,

Maria al petto Ti stringe

Sul Suo volto il dolore si tinge

Ma la mente ritorna al Bambino

Rivive il piccino

Nato a Natale

Per innalzare il bene contro il male!

                                                                                                                                                 Daniela Zanetta

 
 

Termina qui il nostro cammino di preparazione al Natale, al fianco di Daniela Zanetta.

Consegniamo a Gesù quanto abbiamo donato: sarà il nostro regalo al Bambino che nasce.

Se volete condividerlo anche con noi, sarà un grande dono per tutti.

Buon Natale!

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24 dicembre 2020

 

Scrive Daniela il 15 dicembre 1983: “Vorrei che tutti provassero la gioia che sento in cuore: purtroppo non è così perché le realtà di dolore sono tante; posso solo pregarTi perché Tu che sei tutto amore e conosci i bisogni di ogni cuore effondi in ciascuno gioia, pace e serenità!

Grazie, grazie di tutto!”.

Oggi vi proponiamo di condividere la gioia del Natale con chi ha sempre fretta e non si ferma mai a pensare alle cose belle dalla vita

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23 dicembre 2020

Scrive Daniela sul Natale nel suo diario: “Anch'io voglio correre fra le Tue braccia, stringermi a Te, liberarmi dal peso delle gioie, del dolore, delle colpe, per essere quel vuoto, quell'abisso pronta ad accoglierti a ad amarti. Solo così sarà Natale e anch'io rinascerò con Te, il mio cuore sarà sinceramente buono perché ogni giorno sarà Natale con Te e in Te”.

Oggi vi proponiamo di condividere la gioia del Natale con una persona che vi ha fatto soffrire

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22 dicembre

Scrive Daniela sul Natale nel suo diario: “Il mio spirito, il mio stupido spirito si ribella, orgoglioso, vorrebbe, da solo, spostare mari e monti, vorrebbe fare, andare, agire… ma il corpo malato lo incatena, lo frena. Ogni volta che volo con la fantasia in un mondo irreale, fatto di sogni e popolato da false eroine, Tu mi chiami alla realtà, mi ricordi il mio nulla. In ogni momento, per ogni azione, anche la più banale, ho bisogno di te, del Tuo aiuto”.

Oggi vi proponiamo di condividere la gioia del Natale con una persona che vive un momento di sofferenza spirituale

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21 dicembre 2020

Scrive Daniela il 22 novembre 1983: “Le ferite del tronco me le medica, ogni mattina, la mamma. Mi piange il cuore ogni volta che si apre una nuova ferita o sanguina perché sento i suoi sospiri e indovino il dolore del suo cuore! Signore, non mi importa di soffrire, sono contenta di poterTi amare in ogni ferita, sono felice di poterti donare questa umile croce, ma vorrei tanto che i miei genitori non ne soffrissero”.

Oggi vi proponiamo di condividere la gioia del Natale con una persona che è nel dolore fisico.

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20 dicembre 2020

 

Scrive Daniela il 9 dicembre 1983: “Una grande gioia deve ora animare il nostro cuore perché Gesù è con noi. Grazie, Signore, perché celandoti in un pezzo di pane ci permetti di nutrirci di Te; grazie perché in quest'ostia è racchiusa una nuova vita per la nostra anima. Grazie, Signore, grazie perché dopo aver patito per noi la dolorosa morte in croce, ora ritorni a soffrire con noi; grazie perché vieni a visitare questi poveri corpi consumati dalla malattia. Come il Cireneo, ci vieni incontro sull'irto Calvario e ti carichi sulle spalle la nostra croce”.

Oggi vi proponiamo di condividere la gioia del Natale con chi si sente solo o ha perso la speranza

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19 dicembre 2020

 

Scrive Daniela il 4 novembre 1983: “Ieri, dopo pranzo, papà e mamma sono partiti per Roma; nel salutarli mi sono venute le lacrime agli occhi ma dentro ero serena, felice, sapevo che era importante quest'incontro per loro. So che hanno bisogno di essere soli per qualche giorno, devono potersi guardare liberamente negli occhi e soprattutto accostarsi alla Tua fonte per dissetarsi, riprendendo poi il cammino con spirito nuovo e rigenerato”.

Oggi vi proponiamo di condividere la gioia del Natale con uno dei nostri familiari, aprendo il nostro cuore con chi ci è più vicino

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18 dicembre 2020

 

Scrive Daniela il 17 aprile 1981: “Durante il breve soggiorno in ospedale, ho scoperto che ho molti amici, non sono mai rimasta sola, tutti mi sono stati vicini e con i loro bigliettini o regali mi hanno fatto capire che mi volevano bene. Per me è stata una gioia grandissima”.

Oggi vi proponiamo di condividere la gioia del Natale acquistando qualcosa per chi ha bisogno. In tante parrocchie, in questo periodo, si raccolgono ad esempio generi alimentari di prima necessità

 

 17 dicembre 2020

Scrive Daniela il 20 dicembre 1983: “Mi è venuta un'idea pazza: ho steso dei pensieri in rima che trascriverò su bigliettini natalizi e poi metterò i bigliettini sui vari doni. Ho composto un pensiero diverso per ogni regalo e soprattutto per ogni familiare cui andrà il dono. Ora sono un po' stanca, ma felice di essere riuscita ad amarTi in qualche modo”.

Oggi vi proponiamo di condividere la gioia del Natale scrivendo un biglietto di auguri a una persona che di solito non raggiungiamo mai

 

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16 dicembre 2020

 

Aspettando il Natale con gioia

La Novena con Daniela Zanetta

“Sono tanto contenta che arriva Natale, mi sento molto serena, mi sento leggera, felice; non ho mai avvertito così forte la venuta del Natale. Natale, è stata una vera riscoperta; vorrei che tutti avvertissero questa gioia perché solo così si celebrerebbe il vero Natale, Gesù rinascerebbe veramente fra di noi per guidarci al Padre e per rimanere con noi sempre”.

Ecco quanto Daniela Zanetta scrive nel 1976.  I suoi scritti sono stati pubblicati da Città Nuova Editrice insieme al suo diario, nel libro intitolato “I segreti del cuore”.

 

Condividere la gioia: era questo il modo in cui Daniela si preparava al Natale. Noi che desideriamo camminare con lei, alla luce delle sue parole, vogliamo proporvi di fare lo stesso.

Così ogni giorno, in attesa del 25 dicembre, possiamo dare concretezza al suo “condividere la gioia”.

 

16/12 Scrive Daniela sul Natale: “Dicembre, il mese della neve, del Santo Natale, senti nell'aria una dolce, impercettibile melodia che penetra nel cuore di ogni uomo rendendolo più buono, sensibile, sereno.

Lo sguardo di ognuno è rivolto a quel fragile bimbo adagiato in una mangiatoia. Sei tanto piccolo Gesù, indifeso, e come ogni bambino ti stringi alla tua mamma, in lei cerchi rifugio, protezione, nutrimento, affetto, calore…

Bimbo… piccolo… fragile… sì, così Tu mi vuoi, come una piccola, fragile, bimba che dipende totalmente da Te”.

Oggi vi proponiamo di condividere la gioia del Natale con un bambino

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15 dicembre 2020

Il 15 dicembre del 1962 nasceva Daniela Zanetta. Vogliamo ricordare la data della sua nascita in un modo speciale, con un video in cui la madre Lucia racconta gli istanti che sono seguiti alla nascita della sua primogenita: la scoperta della malattia della piccola, la corsa in ospedale, la grande fede di Lucia e di suo marito Carlo, che li ha portati a credere all’amore di Dio, nonostante tutto.

Nella testimonianza che potete sentire si parla anche di quanto è avvenuto proprio nella notte di Natale: la vita della piccola Daniela era appesa a un filo, ma la sera della vigilia, per la prima volta, si attacca al seno della madre.

E’ un segno di speranza, è una luce che si accende, è la risposta alle preghiere dei genitori, ma è soprattutto l’incredibile affermazione della voglia di vivere di quella bambina che, negli anni, ha trovato in Gesù l’Amico prediletto, il sostegno nel dolore, la spinta per andare oltre la sua malattia ed essere per gli altri l’amore.

E’ così che Daniela ha vissuto con pienezza la sua esistenza ed è per questo che la Chiesa ne ha riconosciuto le virtù eroiche e l’ha dichiarata “venerabile”.

Tutto è cominciato, però, il 15 dicembre di 58 anni fa.

Riviviamo quei momenti attraverso le parole di Lucia, un dono preziosissimo, che può aiutarci a conoscere meglio Daniela ma anche a prepararci meglio al Natale.

 

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10 ottobre 2020

Il 10 ottobre la Chiesa ricorda San Daniele Comboni, vescovo e missionario che, a metà Ottocento, ha
portato il Vangelo nelle terre dell’Africa.
E’ quindi il giorno onomastico di Daniela Zanetta, la giovane di Maggiora, affetta da una rara malattia
congenita, morta all’età di 24 anni nel 1986 e dichiarata dalla Congregazione delle cause dei santi
“venerabile” per le sue virtù eroiche.
La madre Lucia Zanetta ricorda come Daniela viveva il giorno del suo onomastico: “Non tanto come a una
festa, ma come giorno di riflessione su se stessa. Infatti, crescendo, attraverso soprattutto le letture, aveva
conosciuto la vita e l’esperienza del suo santo protettore, don Daniele Comboni, e si chiedeva come
potesse imitarlo e come potesse aiutarla a rendere la sua vita migliore”.
Daniela aveva una particolare attenzione ai missionari, rivela la madre: “Li aveva a cuore, pregava per loro.
Li vedeva come coloro che, nel posto in cui venivano inviati, potevano illuminare le anime con la presenza
di Dio”.
Nella sua giovane vita, Daniela ha avuto l’occasione di seguire da vicino l’opera di don Mario Zanetta,
sacerdote coetaneo del papà Carlo. Lucia spiega: “Don Mario e mio marito erano cresciuti insieme: nello
stesso anno in cui io e Carlo ci siamo sposati, nel 1962, lui è diventato sacerdote. E’ poi andato in missione
in Brasile, nella città di Paulo Alfonso, di cui poi è diventato vescovo. Per aiutare la popolazione, che viveva
in povertà, aveva costruito un acquedotto, favorito l’avvio dell’allevamento dei pesci. Insomma, si era
adoperato per dare aiuti concreti e risposte ai bisogni primari, oltre che annunciare il Vangelo, come oggi ci
ricorda Papa Francesco. Daniela era appassionata dell’esperienza di don Mario; lo abbiamo sostenuto come
famiglia, con donazioni per le sue opere. A Daniela sembrava, in questo modo, contribuendo, ad esempio
alla costruzione dell’acquedotto, di essere vicina ai missionari anche materialmente, oltre che con la
preghiera”.
Anche Daniela, però, lo è stata missionaria. “Lei si escludeva per fare rispecchiare Dio – dice Lucia Zanetta -.
E’ stata una missionaria nella nostra comunità, in casa, in parrocchia, per il suo dono di sapersi annullare
affinché Dio arrivasse all’anima dell’altro, in maniera semplice e delicata, ma gli altri lo coglievano”.
A testimonianza di come il vissuto della giovane di Maggiora, il suo “sì” a Gesù, incondizionato e gioioso,
nonostante la sofferenza, abbia profondamente toccato chi ne è venuto a conoscenza c’è il fatto che tanti,
tanti si recano al cimitero di Maggiora. La madre rivela: “Vanno alla sua tomba, mettono immagini,
accendono lumi: Daniela ha un silenzioso agire”.
Arrivano da più parti attestazioni di grazie: guarigioni da malattie, sostegno nel momento del dolore, ma
come precisa la madre Lucia, Daniela è soprattutto “maestra e dispensatrice di grazie spirituali”: “Dio l’ha
voluta far conoscere alla Chiesa, cosa che né lei né noi avremmo pensato. Io la affido alle mani di Dio e chiedo che Lui ascolti ed 
esaudisca le suppliche di quanti si rivolgono a lei”.
 
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chiedo che Lui ascolti ed esaudisca le suppliche di quanti si rivolgono a lei”.Post 10 ottobre
 
Il 10 ottobre la Chiesa ricorda San Daniele Comboni, vescovo e missionario che, a metà Ottocento, ha
portato il Vangelo nelle terre dell’Africa.
E’ quindi il giorno onomastico di Daniela Zanetta, la giovane di Maggiora, affetta da una rara malattia
congenita, morta all’età di 24 anni nel 1986 e dichiarata dalla Congregazione delle cause dei santi
“venerabile” per le sue virtù eroiche.
La madre Lucia Zanetta ricorda come Daniela viveva il giorno del suo onomastico: “Non tanto come a una
festa, ma come giorno di riflessione su se stessa. Infatti, crescendo, attraverso soprattutto le letture, aveva
conosciuto la vita e l’esperienza del suo santo protettore, don Daniele Comboni, e si chiedeva come
potesse imitarlo e come potesse aiutarla a rendere la sua vita migliore”.
Daniela aveva una particolare attenzione ai missionari, rivela la madre: “Li aveva a cuore, pregava per loro.
Li vedeva come coloro che, nel posto in cui venivano inviati, potevano illuminare le anime con la presenza
di Dio”.
Nella sua giovane vita, Daniela ha avuto l’occasione di seguire da vicino l’opera di don Mario Zanetta,
sacerdote coetaneo del papà Carlo. Lucia spiega: “Don Mario e mio marito erano cresciuti insieme: nello
stesso anno in cui io e Carlo ci siamo sposati, nel 1962, lui è diventato sacerdote. E’ poi andato in missione
in Brasile, nella città di Paulo Alfonso, di cui poi è diventato vescovo. Per aiutare la popolazione, che viveva
in povertà, aveva costruito un acquedotto, favorito l’avvio dell’allevamento dei pesci. Insomma, si era
adoperato per dare aiuti concreti e risposte ai bisogni primari, oltre che annunciare il Vangelo, come oggi ci
ricorda Papa Francesco. Daniela era appassionata dell’esperienza di don Mario; lo abbiamo sostenuto come
famiglia, con donazioni per le sue opere. A Daniela sembrava, in questo modo, contribuendo, ad esempio
alla costruzione dell’acquedotto, di essere vicina ai missionari anche materialmente, oltre che con la
preghiera”.
Anche Daniela, però, lo è stata missionaria. “Lei si escludeva per fare rispecchiare Dio – dice Lucia Zanetta -.
E’ stata una missionaria nella nostra comunità, in casa, in parrocchia, per il suo dono di sapersi annullare
affinché Dio arrivasse all’anima dell’altro, in maniera semplice e delicata, ma gli altri lo coglievano”.
A testimonianza di come il vissuto della giovane di Maggiora, il suo “sì” a Gesù, incondizionato e gioioso,
nonostante la sofferenza, abbia profondamente toccato chi ne è venuto a conoscenza c’è il fatto che tanti,
tanti si recano al cimitero di Maggiora. La madre rivela: “Vanno alla sua tomba, mettono immagini,
accendono lumi: Daniela ha un silenzioso agire”.
Arrivano da più parti attestazioni di grazie: guarigioni da malattie, sostegno nel momento del dolore, ma
come precisa la madre Lucia, Daniela è soprattutto “maestra e dispensatrice di grazie spirituali”: “Dio l’ha
voluta far conoscere alla Chiesa, cosa che né lei né noi avremmo pensato. Io la affido alle mani di Dio e
chiedo che Lui ascolti ed esaudisca le suppliche di quanti si rivolgono a lei”.

 

12 settembre 2020

Quest’anno il ritorno sui banchi di scuola non si accompagna solo alla gioia di ritrovare i propri compagni di
banco o al desiderio di fare nuovi amici. A causa della circolazione del Covid-19 c’è incertezza, qualche
timore o forse un po’ di ansia.
Abbiamo pensato che anche in questo frangente così particolare a darci un aiuto possano essere le parole
di Daniela Zanetta.
Per la giovane di Maggiora, dichiarata “venerabile” dalla Congregazione delle cause dei santi, la scuola era
un momento importante, che, da allieva, ha vissuto con impegno e dedizione nonostante le limitazioni
impostele dalla malattia congenita di cui soffriva. Anche quando, più grande, insegnava catechismo o
aiutava i bambini nei compiti, sentiva la grande responsabilità educativa verso i piccoli che seguiva; per
questo voleva prepararsi al meglio ma soprattutto voleva essere per loro un punto fermo, un esempio, una
persona a cui rivolgersi e a cui parlare con fiducia.
Nei suoi scritti troviamo passaggi che pensiamo possano essere utili sia ai docenti che agli studenti. Come
sempre sono pensieri che Daniela ha affidato al suo diario o lettere che ha scritto al suo catechista, don
Galli, o che ha indirizzato ai suoi compagni di classe. Sono contrassegnati da schiettezza e da semplicità, ma
ci richiamano in modo molto netto a ciò che il momento educativo dovrebbe essere per tutti: un’occasione
gioiosa di imparare e un momento di condivisione con gli altri.
Come sempre, attendiamo le vostre riflessioni o le vostre esperienze. Sarebbe un grande dono per quanti
leggono questa pagina.
 
Ecco cosa scrive Daniela Zanetta nel suo diario, ricordando alcuni momenti della sua esperienza scolastica:
Il primo giorno di scuola della classe terza pensai al lungo anno che mi attendeva, alle nuove scoperte che
avrei fatto. In classe terza cominciai a studiare storia, geografia e scienze. La materia più bella era storia: mi
divertiva vedere quelle buffe fotografie con uomini mastodontici coperti da pellicce, sembravano tante
scimmie.
Il martedì era il giorno più bello della settimana perché veniva il catechista a darci lezione; per me era
sempre bellissimo, sentir parlare di Gesù è meraviglioso.
La cosa che stentavo a capire erano le equivalenze, ora le eseguo come un gioco. Ricordo che un giorno la
maestra ci assegnò, per compito, di costruire il metro lineare con la fettuccia. Con il metro di dieci bambine
costruimmo poi il decametro e il mio fece parte dei dieci.
Le addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni le imparammo con il mini-computer ed era molto
divertente, anche se purtroppo non mi ricordo molto.
La scuola è sempre stata molto bella perché nella scuola si imparano molte cose, ma soprattutto si
incontrano amiche, tante amiche.
Per me la scuola è molto importante perché ogni anno scolastico ha qualcosa di nuovo, di interessante”.
 
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13 agosto 2020

 

Quando abbiamo riaperto il dialogo a distanza con chi visita il sito e la pagina Fb dedicati a Daniela Zanetta,

la giovane di Maggiora affetta da una rara malattia congenita e morta all’età di 24 anni, speravamo che la

sua vita, la sua testimonianza, le sue parole si diffondessero sempre di più. Un po’ come accade quando si

getta un sasso nell’acqua: si formano tanti cerchi concentrici, via sempre più grandi, e anche se del sasso

non c’è più traccia, la superficie liquida risente del moto impresso dal lancio.

In tanti, in questi mesi, hanno visualizzato i post, letto le pagine del diario di Daniela, meditato grazie alle

sue riflessioni. Non ci è tornata indietro la loro voce, non sempre sono arrivati i commenti o le condivisioni

di esperienza, ma non importa.

Ciò che conta è che la vita e l’esempio della giovane novarese, dichiarata venerabile dalla Congregazione

per le cause dei santi, produca i suoi frutti.

Tra questi sicuramente vi sono i nuovi contatti: persone che hanno conosciuto la strada verso la santità che

Daniela ha percorso con celerità nella sua esistenza, andando sempre oltre il proprio personale dolore, per

aprirsi agli altri, per amare tutti.

Frutti nascosti, ma non per questo meno preziosi, sono invece quelli legati alla richiesta di preghiere, di

intercessioni. E’ accaduto da subito: non appena Daniela è partita per il Cielo, il 14 aprile 1986 molte

persone si sono rivolte alla madre Lucia e al padre Carlo per chiedere un ricordo particolare, una grazia.

Allora non si pensava ancora ad istruire il processo di beatificazione, eppure, spontaneamente, tanti

sentivano che potevano rivolgersi a lei, in virtù di quel suo specialissimo dialogo con Gesù – testimoniato

dalle pagine del suo diario spirituale -. Daniela, con il suo cuore spalancato verso le necessità altrui, avrebbe

saputo intercedere, avrebbe saputo trovare, da lassù, le parole con cui chiedere il sostegno, l’aiuto, la

guarigione, la grazia.

Ora che la Chiesa ne ha riconosciuto le “virtù eroiche” e l’ha indicata a tutti come modello, è ancor più

naturale rivolgersi a lei nella preghiera.

In questo periodo sono arrivate esplicite richieste di affidamento a Daniela di questioni delicate, che il solo

intervento umano non può sanare.

Le condividiamo con voi, perché chiedere insieme dà più forza alla preghiera. Per farlo, possiamo recitare la

preghiera per la beatificazione:

 

Caro Gesù,

ci rivolgiamo a Te con quella semplice e limpida confidenza

con la quale Daniela Zanetta apriva ogni pagina del suo diario.

Tu ci hai fatto dono di questa sorella straordinaria,

che ha percorso la sua esistenza accogliendo il segno

della tua misteriosa vocazione al sacrificio per amore.

L’hai chiamata più vicina alla tua croce come agnello ferito

e offerto in risposta d’amore.

Ci hai dato un’appassionata testimone del valore della vita umana

 

che ha saputo difendere e proclamare con vigore coraggioso.

Le hai consegnato l’anello della tua passione,

hai fatto della sua esistenza un modello alto di una vita spesa intensamente.

Signore Gesù noi affidiamo a Te

per le mani premurose di Maria la causa di Daniela.

Con umile confidenza esprimiamo la richiesta che questa nostra sorella

possa essere additata come modello di santità

per i giovani, le famiglie e tutte le vocazioni cristiane,

in particolare per gli ammalati e i sofferenti

e chiediamo la grazia della sua beatificazione.

Amen.

Per intercessione di Daniela Zanetta ti domandiamo una grazia particolare.

Pater - Ave - Gloria

 

Non sappiamo se e quando la grazia arriverà. Una certezza, però, è già molto forte: Daniela è una luce per

tanti e a lei possiamo rivolgerci con fiducia, proprio come faceva lei con Gesù, il suo Amico speciale a cui

confidava i suoi momenti più difficili, a cui si rivolgeva nelle prove della malattia, da cui prendeva la forza

per andare avanti e in cui tutto trovava senso.

 
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Ecco l’ultima intervista che Lucia Zanetta, la madre di Daniela, ha rilasciato a don Mario Bodega. É stata trasmessa da Radio Mater il 20 marzo 2019. Potete ascoltare per intero l’intervista, collegandovi al seguente link.

 

Radio Mater 20-03-2019.mp3 (15104209)

 

Siamo sempre in attesa di un vostro pensiero, una riflessione che posso aiutarci nella condivisione del cammino con Daniela.

 

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1° luglio 2020

Che frutti sta portando la testimonianza di vita di Daniela Zanetta? La madre Lucia lo spiega a don Mario Bodega, nell'intervista a Radio Mater del 18 febbraio 2019: "Al Santuario di Loreto, Daniela è stata presentata, nel giorno della Festività dei Santi, come una delle quattro testimonianze portate ai giovani. (...) È una testimonianza giovane, comprensibile soprattutto ai giovani, perché è recente: possono sentirla come una di loro. Spiritualmente ha un impatto molto forte sulle persone. A Cassino è da anni e anni che la ricordano...".

 

Se volete ascoltare per intero l'intervista, ecco qui il link a cui collegarvi: 

 

Radio Mater 18-02-2019.mp3 (15105985)

 

 

E se poi voleste condividere un vostro pensiero, una riflessione, un'esperienza siamo certi che aiuterà chi segue questa pagina.

 
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22 giugno 2020

 

Ciao a tutti!

Abbiamo pensato di proporvi qualcosa di speciale per proseguire nella conoscenza e nel dialogo a distanza con Daniela Zanetta, la giovane di Maggiora dichiarata “venerabile”. E’ la viva voce di Lucia, la madre di Daniela, che in una serie di interviste andate in onda nel 2019 su Radio Mater, nel corso della trasmissione “Per una spiritualità di comunione” dialoga con don Mario Bodega. Dal loro colloquio emerge con forza non solo l’unicità dell’esperienza vissuta da Daniela, ma anche l’attualità della sua figura. 

 

Postiamo la prima intervista. Sarebbe bello condividere insieme quali pensieri, quali riflessioni ci suscita la preziosa testimonianza di Lucia Zanetta.

 

 

Radio Mater 21-01-2019.mp3 (14,4 MB)

 

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8 giugno 2020

Un salto verso l'alto...

La memoria di Daniela Zanetta è viva e si è diffusa in tutto il mondo. Attraverso la pubblicazione del suo diario “segreto” – un dialogo intenso e profondo con Gesù -, avvenuta per la prima volta nel 1988, in tanti, laici, sacerdoti, religiosi, hanno compreso il valore del dolore e della sofferenza in cui saper riconoscere l’amore di Dio.  Un gruppo di giovani del Novarese, anni fa ha deciso di far conoscere la storia e l’esperienza della giovane di Maggiora attraverso un recital dal titolo “E ti ho detto di sì”. Con canti, contributi multimediali e letture, tutto in veste di spettacolo, hanno proposto la vita di Daniela Zanetta, dichiarata venerabile per le sue virtù eroiche, in contesti diversi: oratori, parrocchie, piazze, nella veglia delle Palme nel 2016 a Novara e anche all’estero, a Gornja Bistra, località croata nel cui ospedale per bambini con malattie rare opera la Fondazione “Il giardino delle rose blu”. Di quel recital vogliamo proporre un brano, dal titolo “Un salto verso l’alto”.

Questo il link per ascoltarlo: https://youtu.be/xqT4UbakZO8
Queste le parole per seguire la canzone.
 
 
 
UN SALTO VERSO L’ALTO
 
Ha bussato alla tua porta, hai aperto ed era lì
uno sguardo, la croce in mano,
in un attimo il tuo sì.
 
Hai sentito in quel legno tutto il peso che
non ti soffocava,
ma ti legava stretta a Lui.
 
Tra le pagine del tuo diario,
tra i segreti del tuo cuore,
tutta quanta la tua vita
è stata solo amore.
 
Un salto verso l’alto 
verso il cielo, verso chi
nella vita hai amato
e ora tu, tu sei lì.
Lì con gli angeli a giocare
tra le nuvole e le stelle,
tra una pioggia e un temporale.
 
Hai lasciato dentro noi un ricordo meraviglioso,
la tua vita luminosa,
il tuo amore per Lui.
 
E ora penso che sei qui vicino a me,
i tuoi occhi e la tua voce
e la luce che c’è in te.
 
Un salto verso l’alto
verso il cielo,verso chi
nella vita hai amato.
E ora tu, tu sei lì
Sei una stella, una rosa,
una scia luminosa,
un profumo,
sei la sposa.
 
E adesso tu sei lì in alto,
sei nel cielo, sei con Dio,
e ora puoi abbracciare
il tuo amico meraviglioso.

 

 

28 maggio 2020
 

Da uno scritto di Daniela

 
Alla Madonna una preghiera concreta
 
Mamma celeste ti ringraziamo per averci donato il tuo unico Figlio, che è per noi fonte di vita e di
speranza.
Grazie per quest’immenso atto d’amore, che ci ha resi tuoi figli, partecipi della salvezza divina.
Oggi, Mamma, ci ritroviamo uniti al tuo cospetto per renderti lode, per onorarti e per chiederti
scusa, se troppo spesso abbiamo ferito il tuo cuore immacolato con un comportamento errato,
cattivo.
Perdonaci se, nonostante il tuo amore, restiamo quella spada acuminata che ti trafigge l’anima
dolorosamente.
Ogni volta che offendiamo il tuo figlio Gesù; ogni volta che ci ribelliamo alla Sua volontà; quando
soffochiamo la vita nel suo tenero germoglio; quando sopprimiamo il nemico o il fratello che ci
intralcia; ogni volta che permettiamo all’odio di abbruttirci ed agli stupefacenti di annullarci; ogni
volta che ci abbandoniamo con leggerezza al male, ci escludiamo dal tuo amore e dalla tua
misericordia.
Abbiamo sperimentato l’abbandono, ma ora vogliamo tornare con te, Vergine Maria. Prendi il
pesante fardello che ci curva le spalle, donaci un cuore nuovo, pronto ad accogliere ed attuare
l’insegnamento di Cristo.
Noi ti doniamo le nostre Croci, perché tu possa trasformarle in altrettante grazie per l’umanità.
Aiutaci, o Maria, ad accogliere con gioia e con amore la croce, perché ci unisce intimamente a
Cristo; fa che il dolore sia un mezzo di purificazione e di crescita spirituale, ma che non si trasformi
mai in un paravento, dietro cui celare il nostro egoismo.
Confidiamo in te, Mamma celeste; tu conosci la debolezza dell’anima umana, ma anche il forte
desiderio di migliorare; prendici per mano, purificaci e portaci dal Padre.
Grazie, Mamma, per l’aiuto che ci doni!

 

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19 maggio 2020
 
 
La madre di Daniela Zanetta, la giovane di Maggiore dichiarata “venerabile” per le sue virtù eroiche, esprime il suo grazie al cardinal Renato Corti, che, come vescovo di Novara, aveva istituito il processo diocesano di beatificazione.
 
Nel giorno delle esequie del cardinal Renato Corti, che si tengono (19 maggio, ndr.) nella Cattedrale di Novara, Lucia Zanetta, la madre di Daniela - la giovane di Maggiora dichiarata nel 2017 “venerabile” per le sue virtù eroiche - vuole esprimere il suo particolare “grazie” a colui che ha avviato il processo diocesano della causa di beatificazione.
Zanetta: “Purtroppo non potrò recarmi a Novara per dare l’ultimo saluto al cardinal Corti, per le restrizioni imposte dall’emergenza Covid-19. Però, nella mia pochezza e nel silenzio, vorrei accompagnarlo con le preghiere e con un senso di gratitudine che mi viene dal profondo del cuore”.
Renato Corti, allora vescovo della Diocesi di Novara, il 17 ottobre 2004, aveva dato inizio al processo diocesano di beatificazione della serva di Dio Daniela Zanetta. 
“Conservo la prima lettera del 2004, quando aveva istituito la fase diocesana del processo – prosegue Lucia Zanetta -. Da allora ci legava un filo che non si è mai interrotto. L’ho sempre sentito vicino. Ha sempre risposto alle nostre lettere, ai nostri auguri e ricordo che, nel 2000, proprio in occasione di uno scritto inviatogli da mio marito Carlo, aveva espresso la sua consonanza all’ideale dell’unità promosso da Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, a cui noi e nostra figlia Daniela avevamo aderito, e ci esortava ad essere ‘testimoni nel mondo’”. 
Era il settembre 2003, quando nel corso dell’assemblea dei volontari dell’associazione “Il Giardino delle Rose Blu”, venne lanciata la raccolta firme necessaria per l’istituzione del processo di canonizzazione. Zanetta prosegue: “Allora don Dino Bottino, promotore della causa di beatificazione, senza che noi ce lo aspettassimo, aveva con sé già i fogli preparati dalla curia novarese: segno che era volontà dell’allora vescovo Corti, procedere in tal senso. Aveva saputo essere lungimirante: a fine gennaio erano già state raccolte 5mila firme”.  
Secondo mamma Lucia, Renato Corti ha sempre avuto in cuore Daniela: “Lo si evince dalla sua prefazione al libretto che raccoglie le meditazioni di Danielina sulla Via Crucis, ma anche dalle parole con cui parlava di lei. Si comprendeva quanto avesse approfondito la spiritualità di Daniela e il suo specialissimo dialogo con Gesù. In particolare mi aveva colpito, quando nel giorno di chiusura del processo diocesano, aveva detto che quella era ‘la festa della bellezza interiore’. Un’espressione che mi ha richiamato quanto io dissi a Daniela, quando aveva 5 anni, per portarla a fare il ‘salto’. Le spiegavo che il suo aspetto fisico, con le ferite e le bende, avrebbe attirato l’attenzione delle persone, ma che non avrebbe dovuto curarsi di ciò. Quello che contava era la sua bellezza interiore: quello era il bene da coltivare”.
Lucia Zanetta sottolinea come il cardinal Corti, con la finezza delle sue parole e il suo modo di porsi, era capace di farsi tramite verso Dio.
“La sua partenza per il Cielo ha rinnovato in me il dolore: è come se fossi rimasta ancora una volta sola, dopo aver perso Daniela e mio marito Carlo. Sapevo che ci era vicino come una presenza viva, seppure silenziosa” conclude Lucia Zanetta. 
 
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18 maggio 2020

 

Come viveva Daniela Zanetta il Mese di maggio?

 

Abbiamo compreso, riprendendo in mano le pagine del diario scritto da Daniela Zanetta, quanto fosse centrale e fondamentale nella sua vita il momento della preghiera: un dialogo ininterrotto con Gesù, certo, ma anche una speciale confidenza con la Madre di Lui, con Maria.

A sottolinearlo è Lucia Zanetta, la madre di Daniela:

“E’ sempre stata nostra abitudine vivere il Rosario in famiglia e tanto più lo facevamo nel mese di maggio, dedicato da sempre a Maria. Capitava di recitarlo più volte al giorno e soprattutto quando facevamo la medicazione. Per Daniela – affetta da una rara malattia congenita che le provocava grandi sofferenze – era sicuramente un momento di dolore fisico ma non solo: quando toglievamo le bende, infatti, vedeva le ferite, le lesioni e si rendeva conto della sua malattia, di come avanzava. Allora, con la recita del Santo Rosario, riuscivamo a portare quell’esperienza di dolore in un’altra dimensione: era tutto amore di Dio.

Ripensandoci adesso, mi sembra di capire ancora di più come la recita dei misteri del Rosario ci avvicinasse alla figura di Maria: in Lei potevamo vedere come realizzato ciò che stavamo vivendo. La Madonna già allora era il nostro modello e mi rendo conto che man a mano ho approfondito sempre di più questo aspetto.

Per Daniela, invece, tutto questo era subito molto chiaro: lei aveva il dono di arrivare immediatamente a cogliere l’essenziale. 

La cosa bella è che non lo teneva per sé: anche se non ne parlavamo, a volte, espressamente, ricordo perfettamente che, dopo i suoi momenti di preghiera, quando ci ritrovavamo magari in cucina o in situazioni di normalità, portava tutta la famiglia nel ‘sacro’, ci portava a una relazione di grande rispetto e di serenità. In particolare, per me che ero tanto accanto a lei, si creava un’unità fortissima perché ciascuna viveva per l’altra”.

 

Quanto Lucia Zanetta ha voluto condividere della sua esperienza con Daniela può aiutarci a vivere con consapevolezza e pienezza il momento della preghiera, personale e in famiglia, in questo momento più che mai, con il cuore “aperto” sempre sul mondo, anche se siamo in casa, anche se siamo lontani. 

 

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12 maggio 2020

Cordoglio per la scomparsa del cardinal Renato Corti

 

A quanti, istituzioni religiose e civili, hanno espresso il proprio cordoglio per la scomparsa del cardinal Renato Corti, si aggiungono la famiglia e gli amici di Daniela Zanetta.

Non appena si è diffusa la notizia che Sua Eminenza è mancato all’età di 84 anni, questa mattina, martedì 12 maggio 2020, nella casa dei Padri oblati di Rho dove risedeva dal momento in cui aveva lasciato la diocesi di Novara, subito la madre di Daniela, Lucia Zanetta, ha voluto ricordarlo così:

“E’ una grande perdita. Sono debitrice al cardinal Corti per l’atto di fiducia che ha avuto nei confronti di Daniela. Il Signore lo ricompensi accogliendolo con le braccia spalancate e la mia Dani le sia in ginocchio accanto per dirgli grazie. Preghiamo per lui e per tutto il bene che ha seminato nella nostra diocesi”.

Il cardinal Corti il 17 ottobre 2004, aveva dato inizio al processo diocesano di beatificazione della serva di Dio Daniela Zanetta. Il 23 marzo 2017 papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare il decreto riguardante le sue virtù eroiche della giovane di Maggiora, morta a 25 anni nel 1986, dichiarandola venerabile.

Durante la solenne celebrazione di chiusura del processo diocesano, il 29 aprile 2006, durante la solenne celebrazione nel Santuario del Santo Crocifisso di Boca, l’allora monsignor Renato Corti, nel corso dell’omelia disse: “Ho pensato a Daniela Zanetta scrivendo una breve lettera a una persona che, avendo goduto fin qui di ottima salute, ora si trova improvvisamente a dover fare i conti con i limiti della malattia. Mi sono espresso con le parole del Salmo 33, ‘Benedirò il Signore in ogni tempo: sulla mia bocca sempre la sua lode’. Non è facile farlo. Ma Daniela l’ha fatto!”. 

Vescovo emerito di Novara, era nato a Galbiate, oggi provincia di Lecco, ma arcidiocesi di Milano. Entrato in seminario a 11 anni, era stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1959 dall’arcivescovo Giovanni Battista Montini, futuro papa Paolo VI. Come primo incarico fu vicario parrocchiale presso l’oratorio di Caronno Pertusella fino al 1967, per poi diventare educatore nella scuola cattolica Collegio “Rotondi” di Gorla Minore, padre spirituale nel Seminario teologico di Milano, sede di Saronno, e nel 1978 rettore del biennio teologico e dell’anno propedeutico. Nel 1980 la nomina a vicario generale di Milano e il 30 aprile dell’anno successivo l’elezione a vescovo ausiliare dell’arcivescovo Martini, con il “titolo” della Chiesa di Zallata. Il 6 giugno successivo l’ordinazione episcopale ricevuto dallo stesso Martini, divenuto poi cardinale nel 1983. Il 19 dicembre 1990 la nomina a vescovo di Novara dove fece il suo ingresso il 3 marzo 1991. Durante il periodo del ministero episcopale svolto nella diocesi piemontese, Corti promosse l’avvio della causa di beatificazione di Antonio Rosmini e fu presidente delle Commissioni episcopali Cei per la Cooperazione tra le Chiese e per il clero, i diaconi permanenti e la vita consacrata. E’ stato inoltre vicepresidente della Conferenza episcopale italiana. Il 24 novembre 2011 la rinuncia, per raggiunti limiti di età, al governo pastorale di Novara Nel febbraio 2005 papa Wojtyla lo chiamò a predicare gli Esercizi spirituali di Quaresima alla Curia romana. Papa Francesco lo aveva creato cardinale durante il Concistoro del 19 novembre 2016.

 
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10 maggio 2020

 

Lucia Zanetta ricorda sua figlia Daniela

 

“Mai come adesso sento una grandissima gratitudine in cuore per essere stata la mamma di Daniela”.

Lucia Zanetta, proprio nel giorno della Festa della Mamma, domenica 10 maggio, ricorda sua figlia: la giovane di Maggiora, morta all’età di 24 anni in odore di santità. Dopo che nel 2017 la Congregazione per le cause dei Santi ne ha riconosciuto le sue virtù eroiche e l’ha dichiarata “venerabile”, Daniela, con la sua testimonianza di fede nell’Amore di Dio e di fedeltà a Lui, anche nel dolore e nelle prove fisiche legate alla epidermolisi bollosa distrofica - la malattia rara con la quale è nata – è diventata un “dono” per tutta la Chiesa. 

Per mamma Lucia, però, è sempre la “sua bambina”:

“Pensavo, nel giorno della Festa della mamma, quanto sia stata fortunata ad avere Daniela come figlia.

Forse gli altri, vedendola, pensavano il contrario, ma io e mio marito non siamo mai stati nemmeno sfiorati dall’idea che la sua malattia fosse un castigo.

Era la mia bambina e quello che provavo era la gioia di una mamma che stringe tra le braccia la sua creatura. 

Ogni giorno mi interrogo su come Dio mi abbia voluto fare un dono così grande e, riflettendo sull’intera esistenza di Daniela e su ciò che è avvenuto dopo la sua morte, vedo solo la grandezza del lavoro di Dio e non posso non stupirmi.

In questo periodo, poi, si susseguono le richieste di preghiere che arrivano da persone che hanno sentito parlare di Daniela, che hanno partecipato alla recita dei Rosari e mi hanno chiesto una sua immagine. Mi sembra ci sia un rifiorire, un’attenzione tutta nuova attorno alla figura di Daniela e questo mi dà pace: lasciamo che Dio continui il suo “lavoro”.

 

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27 aprile 2020
 
In questa ultima settimana stanno “sbocciando” tanti fiori: molte persone hanno conosciuto per la prima volta Daniela o hanno potuto meditare quanto lei ha detto o lasciato scritto nel suo diario anche grazie alla recita del Rosario per iniziativa di alcuni parroci della Diocesi di Novara.
Per Lucia Zanetta, la madre di Daniela, è stata una gioia immensa percepire come tutta la Chiesa novarese stia riscoprendo quel “tesoro” di autentica fede che la giovane di Maggiora è stata: “La vita di Daniela si può condensare in questo: aver creduto” dice mamma Lucia.
Ripensando agli anni in cui ha condiviso l’esistenza con la figlia, sempre al suo fianco, nelle cure dolorose, in ospedale, nelle difficoltà grandi e piccole che la malattia le presentava quotidianamente, Lucia Zanetta dice: “Daniela è stata la nostra maestra. Abbiamo sempre preso sul serio quello che ci suggeriva e lo mettevamo in atto. Abbiamo avuto una grazia particolare tutti quanti in famiglia di valorizzare, pur senza saperlo allora, il tesoro che avevamo e fare in modo che lei crescesse nel suo amore per Dio e per il prossimo”.

 

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19 aprile 2020

 

L’intervista che Daniela Zanetta ha rilasciato nel novembre 1985 a Radio R9 di Borgomanero collegata con la trasmissione Rai  “Chiamate Roma 3131” è così densa che abbiamo pensato di estrapolarne un passaggio ancora, da cui poter ricavare lo slancio per vivere “con pienezza” questi giorni in cui tanti intorno a noi sono nel dolore, nella malattia, assediati dalle preoccupazioni.

Daniela, rispondendo all’intervistatore che le chiedeva come facesse ad accrescere l’amore per Dio, diceva:

“È un rapporto costante che ho con Dio e che cerco di mantenere nella preghiera e nei sacramenti e anche devo dire ho ricevuto tantissimo aiuto conoscendo un movimento cristiano molto diffuso (il Movimento dei focolari, ndr) e dalla cui spiritualità ho ricevuto un grande arricchimento spirituale che mi ha aiutato soprattutto a capire la Croce e ad accettarla come un dono e a viverla come offerta”. 

Lucia Zanetta, la madre di Daniela, confida: “In questo periodo che stiamo vivendo, lei avrebbe avuto tutte le attenzioni per essere obbediente a quello che ci chiedono ma non avrebbe spento la speranza. Vedendo in tutto ciò un disegno di Dio e sentendo Lui al suo fianco, ma non avrebbe avuto paura”.

 
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14 aprile 2020

Oggi è un giorno “speciale”: ricordiamo insieme la partenza per il cielo di Daniela Zanetta. Era il 14 aprile del 1986, quando la giovane di Maggiora affetta da epidermolisi bollosa distrofica, una rarissima malattia che comporta grandi sofferenze e non lascia speranze di sopravvivenza, muore all’età di 24 anni. Da allora sono cambiate tante cose: quella che era una consapevolezza in quanti le vivevano accanto – che la sua esistenza fosse illuminata dalla presenza di Dio – è stata confermata dalla Congregazione per le cause dei santi, che nel 2017 ha riconosciuto le sue virtù eroiche e l’ha dichiarata “venerabile”. Non viene meno, anzi si accresce, il ricordo, il desiderio di rendere sempre vivo il suo messaggio di fede incrollabile, di speranza, di amore al prossimo. Per questo pubblichiamo l’audio di un’intervista che Daniela ha rilasciato, nel novembre 1985, a Radio R9 di Borgomanero collegata con la trasmissione Rai “Chiamate Roma 3131”. Le sue sono parole forti: 

“La fede in Dio mi permette di sfruttare il dolore come una grazia, come un dono Suo che mi permette di amarLo in modo particolare”.

Più volte ringrazia la sua famiglia: i genitori, Carlo e Lucia, e i fratelli Fabrizio ed Emanuele. Dice nell’intervista: “Ai miei genitori devo dire un grazie enorme: mi hanno aiutata a vivere serenamente la malattia, prima di tutto accettandomi loro così come sono e mi hanno allevato nella fede cristiana. (…) Mi hanno dato una visuale serena della vita, nonostante le difficoltà che certamente ci sono”.

Oggi Lucia, la madre di Daniela Zanetta, è andata, come fa il 14 aprile di ogni anno, al cimitero di Maggiora, per pregare sulla tomba della figlia. Ecco cosa ci ha detto: “Sono tornata un’ora fa dal cimitero e ho avuto una grande sorpresa. Ho trovato la pianta di rosa che circonda la tomba tutta sbocciata, piena di rose gialle. Mi è sembrato come se Dio le avesse portato i fiori di tutti quelli che oggi avrebbero voluto essere lì, per pregare con me, ma che in questo periodo non si sono potuti muovere da casa. È stato per me come un segno del fatto che Daniela gioisce in cielo”.

 

intervista a Daniela.mp3 (2,1 MB)

 
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11 aprile 2020
 
 
A TU PER TU CON DIO
 

La santa Pasqua è per tutti una festa di gioia, di promesse di Resurrezione. Quanto è costata però, duemila anni fa, questa gioia! Quante pene, quante sofferenze ha portato quel legno per amore nostro! 

Ti vedo, Signore, appeso a quella Croce..., il Tuo corpo, il Tuo povero corpo orribilmente piagato, insanguinato, deturpato: brutta copia di un uomo-Dio. È difficile credere che da questo "relitto" scaturirà la salvezza, la promessa di un nuovo Regno aperto a tutti gli "uomini di buona volontà". Nelle Tue piaghe, Signore, vedo riflesse le mie, nel Tuo corpo il mio... e mi tornano alla mente le parole di san Paolo: "Completo nella mia carne le sofferenze di Cristo". 

Tu, Padre, mi hai affidato questo compito, questa croce, un sigillo impresso nella mia carne fin dal primo vagito, come se Tu volessi essere sicuro di non smarrirmi, di rintracciarmi a colpo d'occhio. Non sempre ho gradito questa Tua attenzione nei miei riguardi; quante volte ho desiderato mescolarmi alla folla, essere una fra tante; ma Tu, vigile, mi richiamavi a TE, geloso, mi volevi. 

Io non capivo il Tuo amore perché per me significava dolore, per me erano ore di medicazione, tante rinunce, tanta amarezza; non comprendevo, non volevo. 

Poi, tra le lacrime Ti ho detto si! Ti ho ricevuto per la prima volta nel cuore, Ti ho parlato: no, sei stato Tu a parlare e da quel momento Ti ho offerto il mio corpo malato, piagato, sfigurato. Ora sono Tua e, nonostante le cadute, le sbandate, non mi mischierò più alla folla, ma rimarrò ferma al centro del Tuo amore. Non posso immaginare per me un altro modo di vita, perché la Tua volontà è il mio desiderio, la mia gioia, la mia realizzazione. Solo in Te, Signore, la mia vita acquista valore. Per questo la offro ai piedi della Tua croce certa che "dopo tre giorni" risorgerà nuova con Te. 

 

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6 aprile 2020

 

 

Dal diario di Daniela...

"Vorrei riempire queste pagine bianche con la mia anima, perché, riflettendomi come in uno specchio, possa scorgere le mie mancanze, debolezze, errori e, libera da ogni peso, riprendere il cammino con Te, mio unico meraviglioso amico Gesù! [...] Vorrei saper accogliere sempre la Tua volontà con gioia e serenità, anche quando si tratta del dolore, ma penso che a quel punto sarei santa o eroica e temo proprio di non averne la stoffa." [...] Ho capito che la croce è parte integrante, essenziale della mia vita; è come un cordone ombelicale che mi lega a Te e dal quale ricevo nutrimento, ossigeno, vita. Ti ringrazio Gesù, per la croce che mi doni perché tra tante mie mancanze c'è qualcosa di positivo che posso donarTi. Tu però dammi tanta forza, non lasciarmi mai perché da sola non sopravviverei una frazione di secondo. Ti chiedo scusa perché ieri sera, dopo aver fantasticato sulla mia vita, mi sono addormentata a metà delle preghiere: non ho ancora imparato a metterTi completamente al primo posto, spesso il mio umano prende il sopravvento."

 

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4 aprile 2020

 

34 anni in cielo...

 

Era il 14 aprile del 1986, quando Daniela Zanetta è volata in cielo all’età

di 24 anni. Per tutti coloro che hanno personalmente conosciuto la giovane

di Maggiora, nel Novarese, ma anche per quanti, negli anni, l’hanno

“scoperta” attraverso la lettura di una pagina del suo “Diario” o attraverso

l’ascolto della testimonianza dei suoi genitori, Carlo e Lucia, il ricordo

del momento della sua “nascita” alla vita vera assume un particolare valore.

 

La comunità parrocchiale, quella del Movimento dei Focolari, a cui Daniela

aveva aderito, le tante realtà associative – come il “Giardino delle Rose

blu” – che traggono forza dalle sue parole, si ritrovano ogni anno in quella

data per la celebrazione della messa e per la visita alla tomba della

giovane, dichiarata “venerabile” da Papa Francesco il 23 febbraio 2017.

 

Il Comitato, che si è costituito per promuovere la causa di beatificazione

di Daniela Zanetta e per far conoscere a quante più persone possibile la sua

vita, era al lavoro da tempo perché il 34° anniversario della sua partenza

per il Cielo fosse un momento “forte”, preparato da momenti di preghiera

mensili nei luoghi a cui lei era legata e seguito da una “riscoperta” delle

parole che ci ha lasciato nel suo “Diario” (cfr. ”I segreti del cuore”,

Città Nuova, Roma 2003).

 

Ciò che stiamo vivendo oramai da più di un mese in Italia e ancor prima in

altre parti del mondo – la diffusione pandemica del Covid-19 – ha fermato

ogni cosa. Le porte delle case si sono chiuse, così come quelle delle

chiese, ma non quelle del cuore.

 

Così, anche se quest’anno non ci si potrà ritrovare “intorno” e “nel

ricordo” di Daniela, la sua voce si farà sentire ancora più forte.

In questi giorni di grande turbamento, di sofferenza, di ansia e di

incertezza, il suo “Sì” a Gesù - che per lei si concretizzava

nell’accettazione piena e fiduciosa del dolore che la sua malattia rara le

procurava in tutto il corpo, nell’amare “per prima” le persone che le si

accostavano, nel non ripiegarsi in se stessa nei momenti più duri ma nel

donarsi agli altri – deve risuonare anche dentro di noi.

 

Ci siamo chiesti, più volte, nelle ore buie di cui siamo testimoni e in cui

si sentiamo spesso “piccoli” e impotenti: cosa avrebbe fatto Daniela?

La madre di Daniela, Lucia Zanetta, ha risposto per lei: “Il suo cuore

grande sarebbe stato inondato di dolore. Avrebbe pregato ancora di più,

avrebbe offerto ogni sua sofferenza trasformandola in amore per Gesù e in

amore per il prossimo”.

 

Riscopriamo allora, insieme, attraverso le sue parole, come riusciva a fare

il “salto”. Ritorniamo a leggere il suo diario, a cogliere il senso,

attualissimo, delle sue riflessioni.

In questi giorni di “distanziamento sociale”, possiamo ritrovarci vicini

proprio grazie a Daniela.

 

Per questo, sia attraverso la pagina Facebook sia attraverso il sito che

porta il suo nome, torneranno a scorrere, come acqua fresca che può dare

ristoro, le sue parole: saranno pagine dei suoi scritti, pensieri, anche una

sola frase.

Noi sappiamo – e la Chiesa lo ha proclamato dichiarandola “venerabile” – che

è tutta “vita vissuta”.

Ci aiuterà nel dolore, nel dubbio, nello smarrimento.

 

Proprio attraverso i social media, potremo condividere le nostre riflessioni

e costruire una trama di relazioni che ci farà più uniti.

Senza dimenticare che per intercessione di Daniela, come venerabile, possiamo chiedere una grazia speciale.

 

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possiamo chiedere una grazia speciale.Era il 14 aprile del 1986, quando Daniela Zanetta è volata in cielo all’età
di 24 anni. Per tutti coloro che hanno personalmente conosciuto la giovane
di Maggiora, nel Novarese, ma anche per quanti, negli anni, l’hanno
“scoperta” attraverso la lettura di una pagina del suo “Diario” o attraverso
l’ascolto della testimonianza dei suoi genitori, Carlo e Lucia, il ricordo
del momento della sua “nascita” alla vita vera assume un particolare valore.
La comunità parrocchiale, quella del Movimento dei Focolari, a cui Daniela
aveva aderito, le tante realtà associative – come il “Giardino delle Rose
blu” – che traggono forza dalle sue parole, si ritrovano ogni anno in quella
data per la celebrazione della messa e per la visita alla tomba della
giovane, dichiarata “venerabile” da Papa Francesco il 23 febbraio 2017.
Il Comitato, che si è costituito per promuovere la causa di beatificazione
di Daniela Zanetta e per far conoscere a quante più persone possibile la sua
vita, era al lavoro da tempo perché il 34° anniversario della sua partenza
per il Cielo fosse un momento “forte”, preparato da momenti di preghiera
mensili nei luoghi a cui lei era legata e seguito da una “riscoperta” delle
parole che ci ha lasciato nel suo “Diario” (cfr. ”I segreti del cuore”,
Città Nuova, Roma 2003).
Ciò che stiamo vivendo oramai da più di un mese in Italia e ancor prima in
altre parti del mondo – la diffusione pandemica del Covid-19 – ha fermato
ogni cosa. Le porte delle case si sono chiuse, così come quelle delle
chiese, ma non quelle del cuore.
Così, anche se quest’anno non ci si potrà ritrovare “intorno” e “nel
ricordo” di Daniela, la sua voce si farà sentire ancora più forte.
In questi giorni di grande turbamento, di sofferenza, di ansia e di
incertezza, il suo “Sì” a Gesù - che per lei si concretizzava
nell’accettazione piena e fiduciosa del dolore che la sua malattia rara le
procurava in tutto il corpo, nell’amare “per prima” le persone che le si
accostavano, nel non ripiegarsi in se stessa nei momenti più duri ma nel
donarsi agli altri – deve risuonare anche dentro di noi.
Ci siamo chiesti, più volte, nelle ore buie di cui siamo testimoni e in cui
si sentiamo spesso “piccoli” e impotenti: cosa avrebbe fatto Daniela?
La madre di Daniela, Lucia Zanetta, ha risposto per lei: “Il suo cuore
grande sarebbe stato inondato di dolore. Avrebbe pregato ancora di più,
avrebbe offerto ogni sua sofferenza trasformandola in amore per Gesù e in
amore per il prossimo”.
Riscopriamo allora, insieme, attraverso le sue parole, come riusciva a fare
il “salto”. Ritorniamo a leggere il suo diario, a cogliere il senso,
attualissimo, delle sue riflessioni.
In questi giorni di “distanziamento sociale”, possiamo ritrovarci vicini
proprio grazie a Daniela.
Per questo, sia attraverso la pagina Facebook sia attraverso il sito che
porta il suo nome, torneranno a scorrere, come acqua fresca che può dare
ristoro, le sue parole: saranno pagine dei suoi scritti, pensieri, anche una
sola frase.
Noi sappiamo – e la Chiesa lo ha proclamato dichiarandola “venerabile” – che
è tutta “vita vissuta”.
Ci aiuterà nel dolore, nel dubbio, nello smarrimento.
 
Proprio attraverso i social media, potremo condividere le nostre riflessioni
e costruire una trama di relazioni che ci farà più uniti.
Senza dimenticare che per intercessione di Daniela, come venerabile,
possiamo chiedere una grazia speciale.

24 marzo 2020

 La promulgazione del decreto sulle virtù eroiche di Daniela Zanetta  

Giovedì 23 marzo 2017 il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche della Serva di Dio Daniela Zanetta, nata a Borgomanero il 15 dicembre 1962 e morta a Maggiora il 14 aprile 1986.

 Il vescovo Franco Giulio Brambilla e tutta la Diocesi di Novara rende grazie al Signore per il dono di questa sua figlia che con una testimonianza eroica di fede vissuta soprattutto nella malattia è stata una pagina viva di Vangelo per tutti coloro che l’hanno incontrata. Ora la Chiesa attraverso il Santo Padre ha riconosciuto pubblicamente la bellezza e l’attualità della sua testimonianza evangelica.

 «La nostra Chiesa guarda questa giovane, che da oggi possiamo chiamare “venerabile”, con gioia, mentre le affida nella preghiera il cammino di tutte le nostre comunità chiamate ad annunciare il Vangelo alle giovani generazioni con nuovo slancio e passione. Il suo esempio ravvivi l’impegno per e con i giovani, che anche il nostro Sinodo diocesano ha messo al centro del suo cammino», dice il vicario generale don Fausto Cossalter.